venerdì 15 aprile 2016

IL CANONE RAI NON SARA’ INSERITO IN BOLLETTA



Il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto attuativo della misura inserita nella legge di stabilità, e mancano pochi giorni alla scadenza del 30 aprile per l'invio dell'autocertificazione per non pagare l'imposta Rai. Secondo l’autorevole organo giudicante il decreto è in sostanza da perfezionare non e’ esaustivo ed e’ evidente la poca chiarezza del testo

= non dà una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo;

= manca il riferimento allo scambio dati tra vari enti coinvolti necessario per l'addebito in bolletta;

= il nuovo sistema di pagamento del canone tv non soddisfa i criteri di privacy garantiti per legge, considerata la notevole mole di dati che saranno scambiati tra gli enti coinvolti

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·        Secondo Federconsumatori infatti il Consiglio di Stato ha bocciato l'idea balzana del canone Rai in bolletta, partorita da un governo apprendista stregone, che vuole continuare a stangare i cittadini. Trattasi di un intollerabile tentativo di fare cassa sulle tasche delle famiglie, che sono libere di decidere se possedere o meno un televisore. Se la Rai vuole avere a disposizione più risorse faccia la sua parte: operi a tutto spiano tagli agli sprechi, ai privilegi, agli abusi, evitando di assumere esterni con contratti milionari secretati direttamente proporzionali ai flop negli ascolti, invece di valorizzare le eccellenti risorse umane interne, e si concentri sull'offerta di un servizio pubblico di qualità che punti veramente sui contenuti, sulla cultura e sull'informazione.
·        Secondo Codacons la conseguenza del parere del Consiglio di Stato sarà quella di non inserire il canone in bolletta, almeno fino a che non saranno superate le pesanti criticità rilevate. Il Governo deve ora sospendere il decreto e apportare tutte le correzioni richieste dai giudici. L'unica cosa certa in mezzo ai tanti dubbi e alla totale mancanza di informazioni per i cittadini, è che sul canone Rai in bolletta regna il caos più totale, motivo per cui il Governo farebbe bene a rinunciare del tutto al provvedimento".


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