venerdì 2 novembre 2018


TERMINI D’IMPUGNAZIONE DEL LICENZIAMENTO

Quali sono i termini di impugnazione del licenziamento ? E quali le conseguenze se il lavoratore non rispetta la decadenza e la prescrizione ?
Cari lettori, l’Avvocato del Lavoro in questo breve articolo intende affrontare un aspetto molto delicato dell’impugnazione del licenziamento.

Accade di frequente che alcuni lavoratori che volevano impugnare il proprio licenziamento,  purtroppo erano ormai preclusi da tale azione, in quanto erano già scaduti i termini di prescrizione e decadenza per esercitare tale diritto.
Quali sono questi due diversi termini e come possono essere esercitati dal lavoratore licenziato?

La Legge prevede due termini relativi all'impugnazione del licenziamento:
-un primo più breve, di 60 giorni, per impugnare il licenziamento tramite una comunicazione scritta inviata al datore di lavoro (Art. 6 L. 604/66).
Il termine decorre dal giorno in cui il lavoratore ha ricevuto la lettera di licenziamento.
Proprio in questo primo atto di impugnazione, è consigliabile che il lavoratore si faccia assistere da un buon Avvocato del Lavoro, poiché anche un semplice errore in tale fase può precludere l’intera azione di impugnazione del licenziamento.

La lettera di impugnazione deve contenere i riferimenti del licenziamento che si vuole impugnare, deve essere sottoscritta personalmente dal lavoratore (oltre che dall'eventuale Avvocato del Lavoro che lo assiste), il quale deve porre la propria formale messa a disposizione per la ripresa dell’attività e si intende tempestivamente effettuata qualora la spedizione della stessa avvenga entro e non oltre il sessantesimo giorno (vale il giorno della spedizione, anche se ricevuta oltre tale termine dal datore).

Anziché redigere la lettera di impugnazione, si può procedere al deposito del ricorso giudiziale, ma seguendo questa strada verrebbe meno la prima fase di eventuale trattativa bonaria tra lo stesso Avvocato del Lavoro e la controparte (o suo legale) che molto frequentemente può concludersi per il lavoratore con un ottimo risultato, molto simile a quello dell’eventuale e successivo giudizio.
-Il secondo termine, invece, di 180 giorni, decorre dalla data di spedizione della lettera di impugnazione del licenziamento; entro tale termine, l’Avvocato del Lavoro che assiste il lavoratore licenziato, potrà depositare il ricorso giudiziale, a pena di prescrizione.

Recente Cassazione afferma a riguardo che qualora il lavoratore non rispetti i termini di decadenza (60 giorni) e prescrizione (180 giorni) per l’impugnazione del licenziamento, gli sarà precluso il diritto di far accertare giudizialmente l’eventuale illegittimità dello stesso e di conseguire il relativo risarcimento del danno nella misura prevista dalle due alternative discipline applicabili al caso de quo (Art. 8, L. 604/66 oppure Art. 18, L. 300/70).

In questi casi, è consigliabile farsi assistere da un Avvocato del Lavoro, così da sapere in quale modo e entro quali termini far valere il proprio diritto all'impugnazione del licenziamento.



Per saperne di più, puoi rivolgerTi ad un avvocato del lavoro dello studio legale Dirittissimo ed inviare una email a: dirittissimo@gmail.com
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