giovedì 15 novembre 2018


MUTUI E SPREAD: BISOGNA FARE CHIAREZZA

In questi ultimi mesi, nei quali lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi rimane sempre molto alto (oltre i 300 punti base), si legge spesso sui quotidiani nazionali che ciò non avrebbe alcuna influenza sul costo dei prestiti accesi da persone e imprese presso le banche.
Sul punto occorre fare chiarezza.

I prestiti vanno, innanzitutto, distinti tra:
-          mutui che sono già stati contratti con le banche prima dell’inizio del recente rialzo dello spread
-          mutui ad oggi non ancora contratti, e che saranno stipulati in futuro.

I prestiti con le banche si distinguono, inoltre, in mutui a tasso fisso, e mutui a tasso variabile.
I mutui a tasso fisso non variano, teoricamente (occorre però sempre controllarne la corretta applicazione pratica), con riferimento al tasso di interesse praticato.

I mutui a tasso variabile dipendono, nell’applicazione dei tassi di interesse, dall’indice Euribor, rilevato dalla Banca Centrale Europea. L’Euribor indica il tasso di interesse con il quale le banche si prestano, tra di loro, il denaro. Tale indice varia anche in dipendenza di decisioni dirette della BCE.
In considerazione del fatto che l’aumento dello spread tra BTP e Bund causa una diminuzione del valore dei Titoli di Stato italiani posseduti dalle Banche, è possibile che queste, al fine di recuperare liquidità, aumentino i tassi di interesse del denaro che si prestano tra di loro. Conseguentemente, potrebbe essere possibile che, nel futuro prossimo, l’indice Euribor aumenti, con conseguente aumento dei costi dei mutui a tasso variabile. 

Chi, cioè, ha contratto con una banca, anche prima che lo spread tra BTP e BUND subisse gli attuali rialzi, un mutuo a tasso variabile, potrebbe vedere aumentare i tassi di interesse a causa, indirettamente, del rialzo dello spread. Anche per i mutui già contratti nel passato, quindi, si presentano problemi causati dallo spread.
Per i mutui stipulati ora, nonché futuri, i problemi inerenti a tassi di interesse elevati sono invece assai probabili.

Alcune banche, per i nuovi mutui, hanno già aumentato i costi per i clienti.

Occorre poi fare molta attenzione, al di là dei tassi di interesse scritti nei contratti di mutuo, a quelli effettivamente applicati dalle banche.
Infatti, ogni discorso concernente lo “stare tranquilli” se si guarda solo a quanto c’è effettivamente scritto nei contratti bancari cessa di avere rilevanza se, nell’addebito sul conto corrente, sono applicati, effettivamente tassi di interesse più elevati di quelli previsti nel contratto, o rispetto a quelli legali.

Come spesso purtroppo è capitato nel passato, alcuni istituti bancari, nei momenti nei quali si trovano in difficoltà economica (come in questo momento, dove gli istituti, detentori di ingenti quantità di Titoli di Stato italiani, ne vedono diminuire il valore) scaricano de facto costi più elevati, sotto forma di interessi e spese non dovute, sui correntisti (e soprattutto sui correntisti, più che sui tassi di prestito del denaro tra le banche medesime). I quali, magari, non se ne accorgono, e pagano, inconsapevolmente, più del dovuto, attraverso addebiti illegittimi sul conto corrente.

Per questo è importante, in modo particolare in questo momento storico di tensioni finanziarie, rivolgersi ad un avvocato esperto di diritto bancario, al fine di fare controllare i propri contratti bancari, per verificare soprattutto che siano applicati dei tassi di interesse corretti, entro il limite della soglia dell’usura.


Se desideri richiedere un appuntamento con l'avvocato esperto di diritto bancario scrivi a: dirittissimo@gmail.com


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